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Ancora una volta abbiamo deciso,per proseguire il nostro percorso di ricordo del grande genio della Moda Italiana, di dedicare il Focus On del mese a Gianni Versace e (come era accaduto a Luglio in occasione del Nostro colloquio con la prima disegnatrice dello stilista, Manuela Brambatti), di ricordarlo assieme a chi più da vicino l’ha conosciuto e a chi ne conserva un ricordo autentico, soprattutto umano, non solo professionale.

Ecco che siamo riusciti a contattare-con l’aiuto di un meraviglioso fan di Versace, Armando Terribili – una bellissima e indimenticabile TopModel degli Anni Ottanta e Novanta, una di quelle meravigliose creature femminili che hanno fatto la Storia della Moda e che sono tutt’ora un “pezzo” vivente di una delle epoche di Stile più importanti al mondo. Non una TopModel “qualsiasi”, ma una delle prime muse di Gianni Versace, quella alla quale lo stilista calabrese affidò per molti anni il compito squisitamente “gravoso” di indossare il primo e l’ultimo abito della collezione in passerella: una dimostrazione di stima e di fiducia che rese Sonia Cole immortale ben prima di diventare l’icona di leggiadra eleganza nella quale in breve si trasformò.

Sonia Cole è una modella di origini dominicane in Illinois da padre militare che girava varie basi militari. All’età di 12 anni si trasferisce con la famiglia in California e decide già per la sua carriera, cominciando a tappezzare la sua cameretta con foto di abiti e fotomodelle.  A17 anni viene selezionata dall’Ebony Fashion Fair per una serie di sfilate di moda in giro per l’America.Dopo un anno si ferma al Las vegas, dove al Cesars Palace impersona il ruolo di Cleopatra in uno degli spettacoli del Casinò.

Proprio qui incontra il noto attore Bill Cosby che la introduce da un agente di New York. Dopo neanche 2 settimane Sonia è a Parigi per un casting da Ghivenchy, dove però sviene in passerella: era troppo entusiasta ed emozionata di essere effettivamente a Parigi da evere dimenticato di mangiare! Parigi diviene così la sua casa per più di 17 anni e Sonia lavora lì con i più grandi nomi dell’Alta Moda e del Prêt-à-Porter Internazionale.

-Signora Cole,innanzitutto la ringraziamo per averci concesso parte del suo tempo: siamo qui per intervistarLa riguardo la Sua esperienza come Top Model ed in particolare la Sua partecipazione a sfilate e campagne pubblicitarie del grande Gianni Versace.
Gianni Versace per me è stato il top del top

-Questo genio della Moda ha influenzato in qualche modo la Sua vita o la Sua carriera ?Com’è stata scelta per partecipare alle sue sfilate ?
Era la prima volta che arrivavo a Milano ed ero stata scelta per un casting proprio per questa stilista. Ricordo che entrai in una sala piena di donne bellissime, circondate da parecchia confusione ed ero spaventata a morte:per me era una nuova esperienza. Ad un certo punto Donatella Versace è uscita da una porta laterale e appena mi ha visto mi ha detto “Ciao”. Dietro di lei c’era il Maestro! Mi hanno fatto sentire subito a mio agio facendomi scaricare la tensione che avevo accumulato e circondandomi di un alone positivo con il loro affetto immediato.

-Lei è una delle poche modelle al mondo che ha sfilato sia per l’alta moda che per il prêt-à-porter : ci racconti qualche aneddoto particolare riguardo a questo magico mondo da fiaba…Ha qualche ricordo vissuto con la famiglia Versace nel suo periodo trascorso in Italia ?
Beh, un bel ricordo è sempre legato a quella mia prima selezione per la sfilata di Gianni Versace: a forza di provare vestiti eravamo arrivati all’ora di pranzo, e sia lui che Donatella mi hanno chiamato invitandomi a mangiare con loro. Rimasi sorpresa da questa prova di amicizia e mi sentii onorata ! Fu durante quel pranzo che scoprii che l’uomo che avevo seduto davanti non solo sarebbe diventato uno dei più grandi stilisti del mondo, ma principalmente avevo trovato un vero amico, che mi avrebbe accompagnato nella mia carriera negli anni a venire.

Ha partecipato anche alle sue campagne pubblicitarie?
Ho fatto molte sfilate per Gianni Versace e le mie foto in passerella illustrano parecchi dei suoi cataloghi pubblicitari degli anni ’90, inoltre ho fatto anche dei servizi fotografici per il Women Wears Daily vestita in abiti Versace e sono apparsa in diverse copertine di settimanali femminili, molti italiani tra l’altro.

La sua carriera nel campo della moda ha coinciso con il boom del Made in Italy in tutto il mondo: provi a raccontarci le cose dal punto di vista di chi c’era sul serio su quelle passerelle, dietro quegli obiettivi, su quei giornali patinati e se sospettavate che la frenesia di quell’epoca avrebbe influenzato il modo di concepire la moda com’era stato fino ad allora…
Le sfilate di Versace sono state elettricità allo stato puro! L’aria che circondava la zona dei back- stage era letteralmente in fiamme. Ricorderò sempre che la mia prima sfilata di moda l’ho fatta proprio con Versace e , proprio lì quella sera ,avevo sentito questa forza magnetica nell’aria che mi avrebbe accompagnato per molti anni.

-Gianni Versace è considerato lo stilista che ha creato il fenomeno delle Top Model, facendo diventare semplici modelle grandi star internazionali: cosa succedeva quando i riflettori si spegnevano e gli abiti venivano riposti sulle stampelle ?
Io sono stata una delle poche modelle che ha avuto l’onore di indossare l’abito finale e quello iniziale per diverse stagioni nelle collezioni di Gianni Versace ed ho inaugurato il suo debutto nell’alta moda di Parigi con la linea Atelier. Sono stata poi l’unica che ha condiviso l’uscita in coppia sulla passerella con Iman, lei all’epoca era già una celebrità e quando apparivamo la sala si illuminava con i flash dei mille fotografi in prima fila. Le nostre foto insieme hanno fatto il giro del mondo!

-Per concludere: una parola, un pensiero, un ricordo in memoria del grande stilista scomparso…
Io penserò sempre a Gianni come ad un Amico e sono sicura che lo rivedrò in cielo un giorno!

Un altro ricordo autentico ed esclusivo ci giunge dall’intervista che ci ha rilasciato Gregg Avedon, modello maschile di eccellente bellezza che ha segnato la più splendente epoca della Moda-quella sempre attuale degli Anni Ottanta e Novanta-e che ha impersonato l’Uomo Versace per molti anni, con successo e stile impareggiabili.
Tanti sono stati i bellissimi uomini ai quali Gianni Versace ha fatto indossare le sue camicie coloratissime e gli aderenti e borchiati pantaloni di pelle ma, su tutti, Gregg Avedon ha brillato per sensualità e personalità, al punto di diventare l’ispiratore principale di molti abiti del compianto stilista. Grazie,quindi,oltre che a Sonia Cole,anche a Gregg Avedon per averci aperto il suo “libro della memoria” e per averci messi a parte di ricordi bellissimi legati alla sua intensa ed emozionante vita di modello della Medusa!

Gregg Avedon, classe 1965, è uno dei modelli di maggior successo al mondo, essendo apparso su copertine di mensili internazionali come Esquire, GQ, Vanity Fair e Vogue Uomo e detiene il record per essere apparso per ben 20 volte su quella di Men’s Health. Nel mondo della moda era conosciuto come “the Body Boy” ed è stato nominato tra i 5 maggiori fisici statuari da People Magazine; ha sfilato e posato per grandi stilisti come Valentino, Versace, Armani, Dolce & Gabbana e Trussardi. Come attore si è anche cimentato in piccoli ruoli in tv (Sex & the City e Burn Notice), in film indipendenti e cortometraggi e collabora al Project Grennlight fondato da Matt Damon e Ben Affleck. Ha prestato anche il suo volto per gli spot tv di Gillette Mach 3 e Samsung Mobile.

Ora è un personal trainer con il diploma dell’Accademia Nazionale di Medicina Sportiva,autore di 2 libri di ricette per una perfetta forma fisica (Muscle Chow 1 e 2), nonchè protagonista di numerosi video di fitness e salute e di documentari per Discovery Health Channel che lui stesso ha diretto e prodotto.
-Signor Avedon,siamo qui per intervistarla riguardo la Sua esperienza come modello nella Milano degli anni 90 ed in particolare in merito alla Sua partecipazione a sfilate e campagne pubblicitarie dello stilista Gianni Versace.Conosceva questo genio della Moda o qualcuno del suo entourage?
Ero amico di tutte le persone che hanno lavorato con Versace. E ‘difficile per me ricordare i loro nomi, ma è stata una grande collaborazione tra ciascuno di loro per creare la migliore immagine possibile del Marchio Versace.

-Come è stato selezionato per partecipare alle sue sfilate di moda?
Fare la sfilata da Versace è stato sempre uno spettacolo. È il luogo dove tutte le stelle venivano a guardare: Sylvester Stallone, Elton John, Axel Rose dei Guns and Roses, e una tonnellata di altri in più. L’illuminazione, il palco, la musica, i vestiti … tutto favoloso. Ti sentivi come un milione di dollari camminando per la passerella. Era sempre uno spettacolo unico, rappresentato davanti al WHO’S WHO del settore della moda: e ancora non capisco come sia finito nel mezzo di tutto questo.

-E per le sue campagne pubblicitarie?
Doug Ordway ha fotografato molto per VERSACE all’epoca. Mi Aveva sempre a tiro da ogni parte, ho sempre mantenuto le distanze, non cercando di ottenere risalto in mezzo a tanti scatti fotografici, ma ciò non ha impedito di ottenere la mia immagine in molti libri e cataloghi di Versace: quello che vedevate era proprio il modo in cui ero, nel senso che non erano foto posate ma atteggiamenti naturali. L’unica cosa era che all’epoca non ero disposto a posare con la mia parte anteriore:alla fine Doug mi prese da parte e cominciò a scattare alcune foto con me di schiena e mi fece capire che era divertente lo stesso.Il bello è che Gianni era proprio lì a guardarci e rideva insieme a noi!

-Da qualche parte ho letto che Lei era pronipote del fotografo Richard Avedon, che per molti anni ha lavorato con Versace per creare le immagini più belle della moda di quel periodo? Ha qualche storia particolare a riguardo?
Non proprio. Richard Avedon è cresciuto a New York e conosceva mio padre, ma io non lo conoscevo. La verità è che ho sempre voluto farmi fotografare da lui, ma non ci sono mai riuscito… purtroppo.

-Che ne dice invece della sua esperienza nel mondo della moda :ha qualche ricordo particolare della famiglia Versace, o del suo tempo passato in Italia?
Donatella è sempre stata davvero carina con me,così come il fratello di Gianni, Santo. Andavo a casa sua a Milano per le collezioni uomo e sono stato spesso loro ospite. Dopo una delle sfilate Gianni stesso mi invitò a casa sua e mi ricordo che fu un padrone di casa perfetto, anche se quella sera era più stressato del solito. Quando ha preso la sua villa a South Beach, casa Casuarina, spesso andavo a trovarlo, ed ogni volta mi riceveva in maniera del tutto naturale e rilassata, spesso in infradito e pantaloncini:aveva un’immagine molto diversa da quando lo frequentavo a Milano. Un giorno particolare fu con alcuni amici in un locale:mi vide passare e disse:”GREGG AVEDON, il mio modello preferito più bello del mondo !”. Poi mi portò nella sua nuova casa per farmi fare il giro turistico. Era strano, perché disse che stava per creare una piscina sotto al palazzo e io gli dissi che pensavo non fosse possibile perché avrebbero trovato solo coralli, sabbia e acqua una volta che avessero scavato giù per oltre 10 piedi. Divertente perché era così eccitato con la sua nuova “CASA SULLA SPIAGGIA” come lui la definiva!

-Cosa ne pensa degli abiti che indossava in passerella? Si sentiva a suo agio o erano troppo stravaganti per i suoi gusti?
Ho amato i suoi vestiti. Naturalmente erano molto sopra le righe, ma questo è quanto ha reso la sua moda così sorprendente e spettacolare. Gli abiti erano certamente qualcosa che non si poteva indossare ovunque ma molti uomini si sono sentiti sorprendentemente affascinanti, (AMAZING !) quando li hanno indossati. Si abbinavano perfettamente ed il materiale con cui erano confezionati era particolarmente raffinato e ricercato.

-Ora Lei è uno dei personal trainer più famosi d’America ed è anche l’autore di diversi libri in materia di salute e di grande forma fisica: ha qualche consiglio per un ragazzino che guarda il mondo della moda e vorrebbe diventare modello?
La cosa principale è vivere una vita di alta integrità. Non fare mai esercizi troppo duri ed essere duri con se stessi. Essere chi sei, mangiare cibo buono, fare allenamento pulito (senza droghe) e allenamento cardiovascolare: mantenere il cuore sano aiuta a restare magri, e tanto buon fitness. Per la carriera, se è destino che arrivi il successo, bene, ma se non va bene non bisogna prendersela troppo. Ciò non significa che non si è riusciti, significa che la carriera di modello potrebbe NON essere il nostro cammino. Io credo che vi sia una strada per ognuno di noi là fuori… abbiamo appena cominciato. Dobbiamo solo trovare il nostro cammino.

-Una foto, un ricordo, una frase in memoria di Gianni Versace …
Gianni era un uomo che ha osato molto nel mondo della moda, ma era anche una persona dolce e potente, molto rispettata. Fu fortunato a CREARE i suoi sogni e vivere la vita che aveva immaginato. Mi dispiace solo che sia stato portato via a tutti noi troppo presto, ma l’eredità che ci ha lasciato SARA’ SEMPRE CON NOI.

Aurora Potenti (introduzione e modifiche al testo), Armando Terribili (raccolta dell’intervista), Beppe Trevis (rielaborazione grafica delle foto), Massimo Ukella ed Erika Cecchetto (supporters morali e materiali di questa avventura)

GIANNI VERSACE TRIBUTE

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