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Uscito lo scorso 25 maggio, “Il cuore muove”, il nuovo album di Marco Carta, sta avendo un grandissimo successo. Marco, 25 anni, sardo, nel 2008 ha vinto la finale di “Amici”, mentre il 2009 è stato l’anno della vittoria al Festival di Sanremo con la canzone “La forza mia”.
Il giovane cantante sta promuovendo il suo nuovo album: pochi giorni fa ha fatto tappa presso il CENTRO*Empoli, un’occasione imperdibile che i fan di Marco non si sono fatti scappare, per poterlo incontrare.

Divertente, tra le altre cose, la lettura al microfono di alcuni cartelli realizzati dalle fan in un improvvisato dialetto toscano, dopodiché è stato il momento di rendere protagonisti i numerosi fan che hanno atteso pazientemente il loro turno per la firma del cd. L’incontro con Marco Carta è stato possibile grazie alla collaborazione del Centro*Empoli con Mediaworld.
Al centro dell’incontro, naturalmente, “Il cuore muove”. L’album (Atlantic/Warner Music) contiene 11 canzoni inedite che parlano d’amore attraverso un ricercato suono pop internazionale. A testimoniare questo spirito, la presenza del giovane cantautore inglese James Morrison, che firma due canzoni dell’album: il primo singolo “Quello che dai” e “Dare per Amare”.
Abbiamo intervistato Marco Carta partendo proprio da una domanda relativa al suo nuovo album.

E’ uscito da poco “Il cuore muove”: di cosa parla? Da cosa hai tratto gli spunti per le canzoni?
Il cuore muove parla di amore in tutte le suo forme, il titolo stesso lo dice: il cuore muove ogni cosa, ogni azione della nostra vita. E’ un disco che avvicina molto alla black music che è il mio mondo. Ho avuto anche maggiore voce in capitolo nella scelta dei brani, ho scelto quelli che mi piacevano di più e li ho messi insieme.

Il sottotitolo è “Non ho l’amore e quindi lo canto”: è autobiografico?
Sì abbastanza, ma diciamo che questa è una frase che ho detto scherzando ed è stata un po’ troppo enfatizzata.

L’album contiene 11 canzoni: sei legato a una in particolare?
Sì, a “Come pioggia d’estate”, il perché non lo so spiegare.

L’album è frutto di un anno di lavoro: come sei maturato in questi 12 mesi?
Sono maturato mentalmente, fisicamente e vocalmente, ma tutto in ogni caso parte dalla maturazione mentale che ti consente poi di maturare in tutto il resto.

Ci parli della collaborazione con James Morrison?
James aveva dato due brani inediti alla sua casa discografica (la Sony) e voleva che fossero cantati da un giovane artista italiano talentuoso con alle spalle un buon riscontro di vendite, un artista che lo rappresentasse. Quando li ho sentiti ho pensato: “questo sì che è un suono internazionale”, mi sono subito appassionato e li ho incisi per farglieli ascoltare, lo hanno fatto anche altri artisti (di cui non vi dirò il nome), ma lui alla fine ha scelto me, ci sono riuscito!

Nella copertina dell’album indossi un giubbotto di pelle e sei in motocicletta: fai la parte del duro solo per gioco? Perché questa copertina?
Sinceramente non mi sembra molto dura, né quella era la mia intenzione. La copertina è stata scelta perché volevo dare un senso di maturazione anche con questa foto.

Facciamo un passo indietro: come ti è cambiata la vita dopo aver vinto “Amici” nel 2008? E dopo la vittoria del Festival di San Remo nel 2009?
Sono state due grandi occasioni che mi hanno stravolto la vita, ma io non sono cambiato, per fortuna, sono il Marco di una volta.

Dove possiamo venirti a sentire prossimamente?
Sul mio sito www.marcocartaofficialsite.com ci sono tutte le info; ecco in ogni caso le prossime date che mi ricordo: 10.07.2010 Torvaianica (Rm) Zoomarine; 28.07.2010 Faenza @ Radio Bruno Estate; 12.08.2010 San Marco Argentano (Cs) località Ghiandaro; 20.08.2010 Carunchio (Ch) campo sportivo.
Sul palco Marco è accompagnato da Elvezio Fortunato (chitarra), Franco Penatti (batteria), Luca Visigalli (basso), Michele Fazio (tastiere), Laura Carusino (cori e chitarra acustica).
Paolo Carta (peraltro compagno di Laura Pausini) è il produttore dell’album e ha curato anche gli arrangiamenti e suonato tutte le chitarre. Alla registrazione hanno partecipato Bruno Zucchetti al pianoforte e tastiere e i fratelli Bassi alla sezione ritmica.

Alessandra Nespeca

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